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Il Dolcetto di Dogliani D.O.C.
E’ stato riconosciuto D.O.C. con DPR del 26 giugno 1974.

Produrre un Dolcetto diverso dagli omonimi è da sempre il vanto di Dogliani e degli altri paesi dell’area D.O.C. Espressione di un vitigno generoso che domina il paesaggio collinare del Piemonte meridionale, il Dolcetto di Dogliani incarna tutta la storia e la cultura del territorio di questa parte di Langa.

Gusto secco e delicatamente amagnorolo, delicato e gradevole, colore rosso rubino intenso, tendente al violaceo, profumo fruttato. La sua più rilevante caratteristica è la versatilità dei suoi abbinamenti che rende piacevole la degustazione durante tutto il pasto. Anche per questo motivo è uno dei vini italiani più internazionali, eppure intimamente legato alla storia del "suo" paese, Dogliani, il cui etimo "Dolium" pare rinviare a  "Dolium Januae", la "Coppa di Giano".

Già nel 1369 un documento del Marchese di Saluzzo riferisce, tra le righe, la preziosità dei vini doglianesi. Infatti, sarebbe stata una grossa fornitura di vino la somma da pagare in cambio della nuova libertà ceduta dal Marchese agli abitanti. Ma la prima citazione del Vitigno Dolcetto vero e proprio si ha due secoli dopo, in un documento tutt’ora conservato nell’archivio storico del Comune. Si tratta di un’ordinanza municipale del 1593 in cui veniva disciplinata la raccolta dell’uva per evitare lo spreco di una vendemmia anticipata. Pena la confisca dell’intero raccolto.
Nel documento si parla di "qualche dozzetti", come veniva chiamato il Dolcetto nel volgare dell’epoca.

Una storia lunga cinque secoli, radicata nel territorio e nell’anima dei vignaioli della Langa, che trova la sua espressione compiuta – oltre che nei bellissimi vigneti che configurano l’ambiente doglianese – nella Bottega del vino Dolcetto di Dogliani. Situata nei suggestivi scantinati medievali del palazzo municipale, ex Convento dei Carmelitani, l’Associazione raggruppa più di una trentina di produttori e il meglio della produzione locale di Dolcetto, con l’obiettivo primario della valorizzazione del nobile vino di Dogliani. La bottega, oltre ad offrire un’ampia gamma di prodotti dell’enologia di Langa, ospita nei suoi locali, nel corso dell’anno, incontri e seminari a tema enogastronomico, puntando sempre sulla promozione e tutela della qualità.
È, inoltre, aperta al pubblico (su prenotazione) per degustazioni gratuite.
 
La zona di produzione del Dolcetto di Dogliani comprende l’intero territorio di Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano, Monchiero, Rocca Cigliè, ed in parte il territorio dei comuni di Roddino e Somano.

I vigneti da cui si ottiene il vino sono quelli tradizionali della zona, in grado di fornire un vino con specifiche caratteristiche di qualità. Si tratta di vigneti collinari di matrice argillosa-calcarea o calcarea-silicea. Sono esclusi i terreni di fondovalle.
Le operazioni di vinificazione ed invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate entro il territorio della provincia di Cuneo.

Caratteristiche  del vino al consumo

 Denominazione “Dolcetto di Dogliani” ***
 Vitigno Dolcetto
 Colore rosso rubino, tendente al violaceo
 Profumo vinoso, gradevolmente fruttato
 Sapore di moderata acidità, asciutto, amarognolo, delicato e gradevole, di discreto corpo, armonico
Titolo alcolometrico totale  minimo 11,5 % vol
Acidità totale minima 4,5 g/l
Estratto secco minimo 22 g/l
 
*** E’ prevista la DOCG per la tipologia “Dolcetto di Dogliani Superiore” o “Dogliani”. Per tale tipologia il titolo alcolometrico minimo richiesto è 13% vol, e il vino è sottoposto ad un periodo di affinamento obbligatorio.
 
 
Elogio al Dolcetto
E’ il vino sociale ed amicale per eccellenza, adatto a scandire le ore della giornata già a colazione (il mito della colazione di un tempo in campagna, quando si bagnavano le verdure nell’olio, si assaporava una fetta di formaggio o di salame, si pucciava il pane nel poco olio…) per proseguire con il pranzo, con la merenda e con la cena.
Ha colore importante, un rosso pieno con diverse sfumature a seconda delle zone di produzione, delle terre, dell’esposizione;
ha profumo intenso e delicato con sentori pieni di ciliegia matura e di piccoli frutti di bosco (fragolina, mirtillo; in bocca è piacevolmente morbido ed avvolgente, di facile beva per il gusto equilibrato che si ha fra i tannini e l’acidità.
E’ quindi favorevolmente indicato per chi ha problemi di stomaco, in quanto proprio la bassa acidità aiuta alla degustazione.
Un tempo si diceva “vino nero” e si pensava al dolcetto…
Da tutto pasto, ottimo sui salumi e sui formaggi freschi, adatto alla pasta, al pollo alla cacciatora, al coniglio alle erbe.
Sono in molti ad apprezzarlo con le paste di meliga, intinte direttamente nel calice!
Ha personalità e semplicità, ha rusticità ed eleganza, sa farsi apprezzare da tutti per l’immediatezza del suo carattere, fieramente contadino.
E’ simpaticamente invitante. Infatti un bicchiere chiama l’altro, anche perché il suo contenuto alcolico non è mai eccessivo.
Lo si apprezza giovane, entro i tre anni a seconda della qualità di vendemmia, per la sua spigliata immediatezza, per la sua grande adattabilità a tutte le situazioni.
Merita quindi tutte le nostre attenzioni di consumatori educati, certi che non ci tradirà mai.
Vino della socialità e dell’amicizia.
Salute!
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