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Il Fagiolo Cuneo (P.A.T.)

Il fagiolo venne introdotto nell’areale cuneese agli inizi del 1800. Non vi sono, infatti, testimonianze di coltivazioni in epoca anteriore nella zona di Cuneo. Nel 1823, come si evince da mercuriali del comune di Centallo, furono commercializzate buone quantità di fagioli. Risalgono invece al 3 gennaio 1849 i prezzi e le quantità di fagioli secchi rilevati dai mercuriali del Comune di Caraglio. Da questi ultimi documenti si evidenzia che l’unità di misura era l’Emina, un antico sistema di misura dei cerali e legumi corrispondente a 20 kg.
Le notizie storiche sono numerose e certe testimoniando come la coltura del fagiolo rivestiva un ruolo importantissimo nell’economica rurale delle valli cuneesi.

Il fagiolo Cuneo  è considerato un Prodotto Agroalimentare Tradizionale ed è presente nell’elenco dei P.A.T. stilato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Attualmente il fagiolo Cuneo è in corso di riconoscimento I.G.P. presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
 
Il territorio nel quale il Fagiolo di Cuneo trova il suo “habitat” naturale è strettamente montano e pedemontano. Lo stesso presenta una configurazione orografica compresa tra i 200 e 800 m s.l.m. ed è in gran parte circondato dalla catena delle Alpi Marittime.
In questo ambiente, caratterizzato da un clima fresco e da una forte escursione termica tra giorno e notte gli investimenti produttivi di fagiolo risultano molto elevati e di ottima qualità in quanto le escursioni termiche giornaliere associate ad elevata luminosità dell’ambiente conferiscono ai baccelli maggior colore e consistenza. Inoltre  le temperature contenute nella fase tardo invernale determinano significativi posticipi delle semine-fioritura tanto da prolungare, rispetto alle altre aree di produzione nazionale, le epoche di maturazione e quindi di commercializzazione.
L’insieme di questi fattori ambientali rende esclusiva la qualità del fagiolo di Cuneo.

Importanti sono anche i fattori umani fortemente radicati sul territorio. Ne sono un esempio il metodo di coltivazione tradizionale che si tramanda da padre in figlio nel coltivare il fagiolo rampicante (unico areale insieme al Veneto a livello nazionale dove è diffuso questo tipo di ortaggio). Una coltura che sicuramente necessita di molta manodopera e che nell’areale di Cuneo è esclusivamente di tipo famigliare. Tutto ciò ha sempre determinato un certo legame umano con la coltura: ne sono ancora un esempio oggi i “raduni famiglia” dove i componenti la famiglia stessa, i parenti e gli amici si ritrovano per aiutare il conduttore aziendale a “sfilare” le piante di fagiolo “Billò” secco prima della trebbiatura, a seminare e piantare le canne.

La coltivazione di fagioli rampicanti necessità di sostegni quali le canne. Anche su questo aspetto c’è quasi un legame tra il produttore e questo tipo di tecnica colturale in quanto esiste solo ed esclusivamente nell’areale cuneese la tradizione di legare quattro canne insieme nella parte apicale a formare una specie di “tenda da indiano”.

Notevole importanza trova il fagiolo di Cuneo nel settore gastronomico. Sono tantissime le ricette nelle quali si trova come ingrediente “principe” il fagiolo rampicante di Cuneo. Tra queste “il minestrone di fagioli” che ha come ingredienti fondamentale oltre all’aglio, il lardo, i porri, le patate, il peperoncino, l’olio, il sale, il “fagiolo di Cuneo”.
 
Ente di tutela
Consorzio di Tutela e valorizzazione Fagiolo Cuneo
c/o Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura
Via Emanuele Filiberto, 3
12100 Cuneo
Tel. 0171/318711 - Fax 0171/696581

 
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