|
Il fagiolo rappresenta un estratto della grande tradizione gastronomica popolare dell’antico mondo rurale. Un tempo venivano selezionate le varietà orticole più confacenti alle diverse realtà ambientali esaltando la biodiversità del territorio. Il fagiolo bianco di Bagnasco fino agli anni ’50-60 rappresentava un elemento fondamentale nell’economia agricola di Bagnasco e di tutta la Valle Tanaro. Con il passare del tempo parallelamente all’abbandono repentino dell’agricoltura montana si è verificata una graduale riduzione della coltivazione di questa varietà che, tra l’altro, sono state progressivamente sostituite da nuove tipologie varietali non tipiche.
Il fagiolo bianco è un rampicante destinato quasi esclusivamente alla produzione di granella secca. Può essere definito “un prodotto di nicchia” in quanto viene prodotto in quantità limitata. Le particolari caratteristiche organolettiche del frutto derivanti dalle caratteristiche pedoclimatiche della zona di produzione.
Il bacello del Fagiolo Bianco di Bagnasco contiene 5-6 semi, più raramente 7 e assume una colorazione bianca tendente al giallo paglierino chiaro a maturazione. La granella secca, di pezzatura medio-piccola e forma reniforme allungata, è di colore bianco avorio con leggere striature grigie. Questo legume è tipicamente coltivato nella zona di Bagnasco dove un tempo se ne producevano in grandi quantità.
Col passere del tempo i contadini locali hanno sostituito il “Bianco di Bagnasco” con nuove varietà di fagiolo più commerciali inducendo una minore produzione e consumo dell’originario prodotto. Agli inizi degli anni ’90 un gruppo di coltivatori locali ha ripreso la coltivazione, seppure in piccole quantità, del fagiolo bianco.
|