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Il miele veniva chiamato nettare degli dei in quanto per tutta l’antichità e fino al 1500 ha rappresentato l’unico dolcificante conosciuto. Per millenni l’apicoltura è stata un’attività della massima importanza e come tale lo è anche ai giorni nostri, rivestendo funzioni economiche, sia ecologiche (attività di impollinazione) e ambientali (l’ape è un ottimo bioindicatore).
Il miele è “il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano e combinano con sostanze specifiche proprie e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.
I Mieli del Piemonte sono considerati un Prodotto Agroalimentare Tradizionale ed sono presenti nell’elenco dei P.A.T. stilato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Come si produce Il metodo di lavorazione consolidata nel tempo prevede le seguenti operazioni:
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disopercolatura dei favi
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estrazione per centrifugazione
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filtrazione
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decantazione
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invasettamento.
Tale metodica è sostanzialmente la stessa fin da quando in apicoltura venne adottato il favo mobile (secolo scorso) e fu resa possibile l’estrazione del miele senza ricorrere all’apicidio.
Il territorio del Consorzio è adatto alla produzione di miele in quanto presenta buone condizioni di naturalità: non sono presenti grandi insediamenti industriali e strade con intenso traffico, che potrebbero essere fonte di inquinamento per i prodotti dell’apicoltura locale. La produzione di miele risulta diversificata per le svariate situazioni altimetriche presenti ed una flora altrettanto variabile.
Tra i tipi di miele prodotti localmente possono essere ricordati, per le loro elevate caratteristiche qualitative, varietà monoflorali come:
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Il miele di acacia: è un miele chiaro e fluido; esso viene prodotto soprattutto nella fascia della bassa collina, odore forte e caratteristico, dalle proprietà diuretico-depurative;
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Il miele di castagno: è di colore scuro, aromatico e profumato e tende a non cristallizzare;
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Il miele di tiglio: di colore ambra chiaro con tonalità grigio verde, sapore persistente e molto profumato, cristallizzazione lenta e irregolare, adatto per malattie da raffreddamento, sedativo;
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Il miele di tarassaco: ha un colore intenso, l’aroma molto marcato e caratteristico e si presenta sempre cristallizzato;
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Il miele di rododendro: prodotto in alta quota in ambiente incontaminato, è di colore molto chiaro, presenta un aroma assai delicato ed ha una consistenza burrosa e varietà multiflorali;
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Il miele di Lampone: del tutto simile al rododendro ha proprietà aromatizzanti, vitaminizzanti, anti-infiammatorie;
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La melata di abete: di colore bruno verdastro, sapore intenso caratteristico, alimento ad alto valore biologico per le sue proprietà balsamiche e ricchezza di Sali minerali, oligoelementi ed enzimi; antisettico delle vie respiratorie;
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Il miele millefiori: come il precedente ma con il castagno che lo fa diventare più scuro, più aromatico e ricco di sali minerali.
Anche se il miele di castagno e quello di millefiori non sono i mieli più consumati, visto il loro particolare ed intenso sapore, con gli anni, sono diventati dei prodotti di nicchia, molto ricercati, soprattutto, per le loro proprietà curative – naturali.
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